Traduzioni Legali

Validità legale dei documenti tradotti

Nel caso in cui un documento debba essere tradotto per essere esibito davanti a un organo pubblico è necessario che conservi la sua validità legale. Infatti, il passaggio intermedio di trasferimento da una lingua all’altra, se non svolto correttamente, potrebbe alterare la struttura del testo, come pure il suo contenuto, generando fraintendimenti e problemi. Per evitare tutto questo, bisogna attenersi a una di queste procedure di traduzione legale:

Asseverazione della traduzione (o traduzione giurata):

Se ne occupa l’Ufficio Asseveramento Perizie e Traduzioni del Tribunale, e prevede che sul verbale venga inserita la firma del traduttore e del cancelliere, così da sancirne il valore legale. Il traduttore effettua il giuramento dichiarando di aver rispettato il contenuto originale e di aver svolto il suo lavoro senza errori, omissioni o secondi fini.

Il giuramento si perfeziona attraverso un verbale definito giuramento di traduzione, che deve essere consegnato unitamente all’originale e alla traduzione all’Ufficio Asseveramento Perizie e Traduzioni del Tribunale. Dopo aver apposto alcuni timbri, una marca da bollo di 16 euro ogni 100 righe di traduzione e la firma di traduttore e cancelliere, si può parlare di traduzione asseverata con pieno valore legale.

Legalizzazione (o apostille):

La legalizzazione comporta la certificazione della funzione legale del pubblico ufficiale che ha firmato un documento, nonché l’attestazione di autenticità della stessa. Detta procedura, che riguarda ciascun documento formato nello Stato e/o da far valere nello stesso, emesso da rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato, è di competenza dell’UTG.

Non bisogna attenersi a questo meccanismo di legalizzazione in caso di atti stilati e firmati da notai, funzionari di cancelleria e di uffici giudiziari, la cui validazione è compito della Procura della Repubblica. È la Prefettura, attraverso l’Ufficio Territoriale del Governo (UTG) a occuparsi, attraverso la delega del Ministro degli Affari all’Estero, della legalizzazione delle firme.

Necessitano di validazione i documenti emessi da Autorità estere (come pure rappresentanze diplomatiche e consolari) così da garantire loro validità ed efficacia in Italia, come pure i testi redatti in Italia affiche il loro valore sia riconosciuto all’estero. L’ufficio della Prefettura – UTG – si accerta che la firma apposta sul testo da legalizzare sia contenuta in uno specifico registro e inserisce il timbro (apostille).

Traduzione Certificata:

gli organi pubblici di alcuni paesi esteri, come Gran Bretagna e Stati Uniti, esigono semplicemente traduzioni validate, plasmando il loro bisogno sulla legislazione in vigore nel Paese. In dette nazioni i traduttori possono effettuare l’autocertificazione delle loro traduzioni, in quanto costituiscono categoria disciplinata e riconosciuta. Non servono quindi bolli o timbri del Tribunale.

Enti e autorità estere pretendono che la traduzione certificata sia corredata da dichiarazione del traduttore o dell’agenzia, che deve elencare i propri dati anagrafici e contatti, specificando di aver lavorato al massimo delle proprie possibilità garantendo l’aderenza al testo originario. Questa tipologia di “certified translation” è estremamente diffusa nei Paesi di lingua inglese.

In queste nazioni, grazie a un sistema giuridico basato sulla Common Law, è possibile ottenere traduzioni in tutto e per tutto equiparate a traduzioni giurate in Tribunale senza i relativi costi e sprechi di tempo. Ciò implica un notevole risparmio, e quindi evita che gli uffici subiscano un sovraccarico di mansioni da svolgere in un tempo relativamente breve.

Dichiarazione di valore:

si tratta di un documento finalizzato ad accertare l’efficacia di un titolo di studio conseguito all’estero, nell’ambito di un’istituzione scolastica o universitaria diversa da quella italiana. Viene redatta in italiano e a produrla sono le Rappresentanze Diplomatiche Italiane all’estero facenti capo alla zona in esame, così da essere tramite e garanti della validità dell’attestato originariamente rilasciato.

Se il paese che ha emesso il titolo di studio ha sottoscritto la Convenzione dell’Aja, questo sarà accompagnato da relativa postilla. La Dichiarazione di Valore può rendersi necessaria per vari motivi, tra cui la necessità di portare avanti gli studi, la volontà di iscriversi all’Università, o il bisogno di ottenere l’equiparazione di un titolo di studio universitario, così da poter usufruire della formazione post-lauream.

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